DIARIO DI BORDO

DIARIO DI BORDO

Bernard Moitessier è stato forse il più grande marinaio di tutti i tempi. Il primo a circumnavigare il Globo su una barca a vela senza scalo. Un uomo di grandissime capacità tecniche e di grande resistenza.

Come racconta lui stesso nei suoi splendidi libri, per due volte finì sugli scogli. La prima per un errore di carteggio, la seconda per un colpo di sonno. Distrusse due imbarcazioni che aveva faticosamente costruito, entrambe le volte con errori abbastanza banali. Soffrì più volte di mal di mare, commise errori di valutazione e spesso ne pagò amaramente le conseguenze. Nonostante questi errori ed inciampi, continuò ad amare il mare e la vela, l'avventura come forma di vita e di espressione creativa, conquistando da ogni sbaglio maggior determinazione e consapevolezza.

Abraham Lincoln è unanimente conosciuto come una delle figure politiche storiche più famose degli Stati Uniti d'America. Per otto volte venne sconfitto in diverse elezioni, nel suo partito diverse volte gli sbarrarono la strada, incontrò anche nella vita privata non poche disavventure. Nonostante tutto ciò perseguì i suoi ideali con coraggio e passione, raggiungendo la carica di Presidente.

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L'ITALIA CHIAMÒ

Una piazza straordinaria.

Venerdì scorso, a Milano, ha vinto l’orgoglio civico di chi non si arrende né si piega all’arroganza di una politica disposta a calpestare perfino la nostra Costituzione per i propri scopi elettorali.

Sì, le oltre 4000 persone che hanno aderito alla manifestazione L’Italia chiamò sono la migliore risposta a chi qualche ora prima, dopo il dietrofront di Di Maio e Salvini e la formazione del governo Conte, ci chiedeva se ne valesse ancora la pena scendere in piazza.
Dovevamo essere lì, come milanesi, come lombardi, come cittadini del Nord Italia, con lo sguardo rivolto verso l’Europa unita e i suoi valori. Valori che abbiamo sentito in pericolo, minacciati da due esponenti politici, Di Maio e Salvini, che non hanno mai fatto mistero delle loro vocazioni sovraniste e antieuropeiste.

Sono orgoglioso della risposta di Milano, una città che ancora una volta – come fu nel 2015 con Nessuno Tocchi Milano – si è schierata in prima fila, per manifestare la sua appartenenza ai valori democratici e a quelli dell’Europa unita. E sono orgoglioso del nostro PD, che ha saputo spalancare le porte alla società civile e raccontare un’altra bella storia di mobilitazione civica, aperta e plurale, contro chi non fa che parlare di chiusura, muri, dazi e intolleranza. I loro modelli sono la Russia di Putin e l'Ungheria di Orban, il nostro orizzonte è un'Italia che conta nell'Europa unita.

Io, nel "noi siamo un’altra cosa", ci credo davvero. Ma oggi non basta più dirlo, dobbiamo dimostrarlo. Ecco perché da quella piazza, adesso, dobbiamo ripartire. Unendo chi crede nei valori democratici, per un’opposizione seria, nel merito, e per costruire un fronte ampio, progressista, europeista.

UN CALCIO ALLE POLEMICHE

"Cantano tutti insieme Bella, Ciao!, perché è vero che nel partito milanese il rispetto personale, pur nella differenza delle posizioni, è pratica ancora solida".Così scriveva il Corriere della Sera, all’indomani del corteo del 25 Aprile di quest’anno, come riportava anche Ivan Scalfarotto in un post su Facebook.

Sono parole che secondo me raccontano bene cos’è la nostra comunità. Un ritratto efficace, perché rappresenta fedelmente alcune caratteristiche del PD Milano Metropolitana. Un luogo dove ci sentiamo tutti parte della stessa squadra. Un po’ come avviene in una squadra di calcio, in effetti...

Ci sono giocatori più votati all’attacco e altri più predisposti alla fase difensiva. C’è chi costruisce, con pazienza e visione, la trama dei passaggi, e chi sa trovare il guizzo improvviso per fare goal e segnare quel risultato quasi inaspettato.Caratteristiche e qualità certamente diverse, che proprio nella loro pluralità fanno la ricchezza di una squadra. Così come le provenienze: ci sono atleti cresciuti nel vivaio, che giocano insieme a calciatori che si sono aggregati al gruppo per condividere un progetto. Come nel PD, radici diverse che si incrociano per intraprendere una destinazione comune.

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Suggestivo, imperdibile. È il museo del Vasa di Stoccolma. Ho visitato la capitale svedese approfittando del ponte del primo maggio e ho trovato davvero affascinante il veliero che dà il nome ad uno tra i musei più famosi della città.L’enorme vascello, 1200 tonnellate, è la sola nave da guerra a vela rimasta intatta per oltre 300 anni in fondo al mare. Fu voluta, nel XVII secolo, dalla corona svedese per la guerra dei trent’anni contro la Polonia, ma si inabissò pochi minuti dopo il varo, perché le misure imposte dal re di Svezia non erano conformi a quelle del livello di galleggiamento. Nessuno fra i costruttori osò contraddire la corona, e il risultato fu la tragica morte di oltre 40 persone.

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© 2017 Pietro Bussolati