DIARIO DI BORDO

DIARIO DI BORDO

Qualche sera fa ad un incontro sul tema dell’integrazione ho ascoltato la storia di una ragazza albanese, Ina, arrivata in Italia quando aveva vent’anni: non riusciva a trovare un alloggio perché nessuno voleva darglielo.

Un giorno, all'ennesima porta in faccia, è scoppiata a piangere. E mentre piangeva ha incontrato Sadiki, un ragazzo africano, che chiedendole il perché della sua disperazione le ha detto: non piangere, almeno sei bianca!

Ripenso alle intollerabili parole sulla “razza bianca” pronunciate dal candidato della Lega alla Regione Lombardia: uno spregevole tentativo di evocare e cavalcare gli istinti più populisti e razzisti che animano persone come quelle che si rifiutano di dare un alloggio a Sadiki e Ina.

Senza alcun riferimento al colore della pelle, io in questi giorni ho visto due volti della politica: uno bianco e uno nero.
Ho visto più di 1000 persone riempire la sala e il foyer di un Teatro di domenica mattina, ho visto il segretario di un partito, un sindaco, un ministro e un candidato alla Regione parlare su un palco, appassionati, di idee e programmi. Parlare di futuro.
Dall’altra parte ho sentito evocare forconi e ho percepito tentativi di sottrarci il futuro e farci ripiombare indietro nel tempo, quando le teorie sulla superiorità di una razza hanno portato alle ignobili leggi razziali.
La storia ci ha insegnato che le persone si differenziano per le azioni che compiono, per quello che dicono e non per il colore della pelle.

Quella di Ina è una storia a lieto fine: ha fondato un’associazione e oggi aiuta i suoi connazionali a trovare una strada in Italia.
Adesso tocca a noi e la partita è aperta: in questi giorni di campagna elettorale che ci separano dal 4 marzo ogni energia dovrà essere impiegata per liberare la Lombardia dalle tenebre del razzismo e del populismo, e scrivere - anche noi - una storia a lieto fine della nostra Regione.

UN FUTURO SPAZIALE

Un giorno nelle stazioni spaziali si coltiveranno batteri per l’alimentazione e si faranno esercizi di yoga. È questo il risultato della sperimentazione di idee fatta per mesi nei laboratori del liceo Donatelli di Milano, da parte degli studenti che hanno partecipato al concorso nazionale “Scuola: spazio al futuro”.Il liceo Donatelli è stato per cinque anni la mia seconda casa e solo qualche giorno fa ho deciso di tornarci, dopo oltre dieci anni. Un turbine di emozioni, ho ripercorso con la mente le avventure nei corridoi segreti e negli ex obitori dei sotterranei.

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LA LOMBARDIA CHE VERRA'

"Caro amico ti scrivo"...tra pochi giorni è Natale, appuntamento con l'albero dei desideri e delle promesse. Ma anche tempo di bilanci e ringraziamenti. Alla Festa de l’Unità di quest’anno ci siamo presi un impegno, scritto nello slogan: Oggi Milano, domani Lombardia. Il lavoro che abbiamo fatto insieme in questo 2017, e per il quale voglio dire grazie a ciascuno di voi, lo racconta bene la nostra città. Adesso però c’è un altro pezzetto da fare: dobbiamo fare tesoro di tutte le energie messe in campo, e ripartire.

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REI, INNOVARE PER INCLUDERE

Le “Avventure di Numero Primo” è il titolo dell’ultima opera teatrale di Marco Paolini, che ho visto al Piccolo qualche giorno fa. Un monologo bellissimo, coinvolgente e intenso. Il protagonista è Ettore, fotografo freelance, che in seguito ad una relazione platonica coltivata su internet riceve in affidamento un cyber-bambino di sei anni, che poi diventerà all’anagrafe effettivamente suo figlio. C’è la fantascienza nella fotografia del futuro e dell’innovazione scattata dal regista Paolini, ma c’è anche la tradizione nei luoghi che conosciamo a memoria, Venezia, la Laguna, le Alpi. Alla fine dello spettacolo l'autore si chiede: ma è vero che innovazione è tutto ciò che è nato dopo di noi e natura ciò che esisteva da prima? E noi, come ci rapportiamo con l’evoluzione delle tecnologie?

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© 2017 Pietro Bussolati