DIARIO DI BORDO

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IL BIANCO E NERO DELLA POLITICA

Qualche sera fa ad un incontro sul tema dell’integrazione ho ascoltato la storia di una ragazza albanese, Ina, arrivata in Italia quando aveva vent’anni: non riusciva a trovare un alloggio perché nessuno voleva darglielo. Un giorno, all'ennesima porta in faccia, è scoppiata a piangere. E mentre piangeva ha incontrato Sadiki, un ragazzo africano, che chiedendole il perché della sua disperazione le ha detto: non piangere, almeno sei bianca! Ripenso alle intollerabili parole sulla “razza bianca” pronunciate dal candidato della Lega alla Regione Lombardia: uno spregevole tentativo di evocare e cavalcare gli istinti più populisti e razzisti che animano persone come quelle che si rifiutano di dare un alloggio a Sadiki e Ina.

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UN FUTURO SPAZIALE

Un giorno nelle stazioni spaziali si coltiveranno batteri per l’alimentazione e si faranno esercizi di yoga. È questo il risultato della sperimentazione di idee fatta per mesi nei laboratori del liceo Donatelli di Milano, da parte degli studenti che hanno partecipato al concorso nazionale “Scuola: spazio al futuro”.Il liceo Donatelli è stato per cinque anni la mia seconda casa e solo qualche giorno fa ho deciso di tornarci, dopo oltre dieci anni. Un turbine di emozioni, ho ripercorso con la mente le avventure nei corridoi segreti e negli ex obitori dei sotterranei.

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LA LOMBARDIA CHE VERRA'

"Caro amico ti scrivo"...tra pochi giorni è Natale, appuntamento con l'albero dei desideri e delle promesse. Ma anche tempo di bilanci e ringraziamenti. Alla Festa de l’Unità di quest’anno ci siamo presi un impegno, scritto nello slogan: Oggi Milano, domani Lombardia. Il lavoro che abbiamo fatto insieme in questo 2017, e per il quale voglio dire grazie a ciascuno di voi, lo racconta bene la nostra città. Adesso però c’è un altro pezzetto da fare: dobbiamo fare tesoro di tutte le energie messe in campo, e ripartire.

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REI, INNOVARE PER INCLUDERE

Le “Avventure di Numero Primo” è il titolo dell’ultima opera teatrale di Marco Paolini, che ho visto al Piccolo qualche giorno fa. Un monologo bellissimo, coinvolgente e intenso. Il protagonista è Ettore, fotografo freelance, che in seguito ad una relazione platonica coltivata su internet riceve in affidamento un cyber-bambino di sei anni, che poi diventerà all’anagrafe effettivamente suo figlio. C’è la fantascienza nella fotografia del futuro e dell’innovazione scattata dal regista Paolini, ma c’è anche la tradizione nei luoghi che conosciamo a memoria, Venezia, la Laguna, le Alpi. Alla fine dello spettacolo l'autore si chiede: ma è vero che innovazione è tutto ciò che è nato dopo di noi e natura ciò che esisteva da prima? E noi, come ci rapportiamo con l’evoluzione delle tecnologie?

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© 2017 Pietro Bussolati