• IL PROGRAMMA

    IL PROGRAMMA

ADESSO LA LOMBARDIA CHE CRESCE

Formazione - Occorre pensare a come il sistema accademico e professionalizzante può accompagnare i giovani ad affrontare la quarta rivoluzione industriale, in modo equo e chiaro per le famiglie lombarde ed italiane. 

Con queste finalità mi pare sensato ipotizzare la costituzione di un’Agenzia pubblico-privata con lo scopo di garantire ai giovani il diritto allo studio e alla formazione.

L’Agenzia avrebbe duplice funzione:

  1. Predisporre un’offerta di servizi che supportino i giovani in un percorso universitario o professionalizzante;
  2. Fornire un orientamento annuale e incentivante verso il mercato del lavoro, in grado di rispondere alla domanda in continua trasformazione.

Le famiglie italiane e lombarde di studenti, che vorranno intraprendere un percorso di studi in un ateneo lombardo o un corso di formazione professionale in Lombardia, avranno la possibilità di rivolgersi ad un’Agenzia e accedere al sistema universitario, tecnico superiore o professionale tramite il pagamento di un canone mensile pluriennale che varia in base al percorso scelto e alla somma dei servizi offerti (retta di accesso al corso, servizi abitativi, di mensa, mobilità e sanità).

L’Agenzia garantirebbe un’offerta di servizi componibile, che potrà comprendere:

  • Retta del corso di studi o formazione, comprensivo di materiale;
  • Alloggio, con l’obiettivo di spingere verso uno sviluppo infrastrutturale anche privato per i beneficiari;
  • Mense e attività convenzionate;
  • Sanità, per garantire assistenza in caso di necessità (Pronto Soccorso e Guardia Medica), ambulatori di medicina generale, convenzioni per visite specialistiche e altri servizi come la contraccezione gratuita;
  • Mobilità: dai trasporti pubblici all’incentivazione dell’utilizzo di mobilità elettrica e smart.

La rateizzazione del rimborso potrebbe prevedere un canone più basso durante gli anni del corso di studi o di formazione, quindi in un’ottica pre-lavorativa, e un canone più elevato al conseguimento del titolo (ad oggi i prestiti di onore si attivano con una media del 5% di garanzia posta dalle singole università, con interessi pari al 3% e insoluti molto bassi pari allo 0,86%).

L’Agenzia, nel suo scopo di garantire il diritto allo studio e alla formazione, darebbe la certezza di un orientamento in continuo aggiornamento, al fine di ridurre e, a lungo termine azzerare, lo skill mismatching. Considerando che il 65% dei ragazzi che oggi frequentano le scuole elementari farà, nel prossimo futuro, un lavoro che oggi non esiste, l’orientamento ha un ruolo centrale nel favorire il raccordo e il coordinamento tra le scuole e il lavoro, attraverso il monitoraggio dei risultati, un attento tutoraggio e la collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale, i Centri per l’Impiego, le Camere di Commercio e l’associazionismo imprenditoriale.

La collaborazione con istituti finanziari renderebbe possibile l’erogazione di fondi a titolo di prestito d’onore che sono già testati, ma che riguardano solo le Università e si basano sulla volontà di singoli istituti. 

L’Agenzia, dunque, può avere la funzione di fare da volano per l’istruzione tecnica superiore, in quanto garantisce un orientamento in linea con le esigenze del mercato e può quindi incentivare la formazione di professionalità richieste dal tessuto imprenditoriale. Tra gli obiettivi dell’Agenzia c’è quello di attrarre giovani capaci, affinché elevate e specifiche competenze apportino un valore aggiunto alla nostra regione e non siano un passaporto verso altre nazioni. Di non minor importanza la possibilità di ridurre al minimo l’abbandono universitario attraverso corrette decisioni di indirizzo, contrastando la crescita dei NEET, favorendone l’inserimento nel mondo del lavoro.

I finanziamenti per il diritto allo studio, pesantemente tagliati durante il Governo di Maroni, potrebbero essere gestiti tramite l’Agenzia, riaccentrando - come previsto dalla legge - le funzioni di erogazione dei fondi per il diritto allo studio, rendendo così possibile lo spostamento da percorsi accademici a tecnico professionali laddove possibile e - più in generale - costruendo un percorso su misura per gli studenti che li accompagni durante tutta la fase di costruzione del bagaglio formativo. Il canone di accesso alla formazione potrebbe variare anche in base al merito e al reddito delle famiglie di origine, potrebbe quindi essere incentivante verso determinati percorsi professionalizzanti.

Inoltre, tra le finalità che si pone l’Agenzia, c’è quella di incentivare l’iscrizione, soprattutto femminile a corsi di laurea di tipo scientifico.

Infine, l’Agenzia potrà farsi guida e mezzo di programmi che:

  • Si occupino dell’inserimento di persone in difficoltà nel mondo del lavoro, sia subordinato, sia autonomo;
  • Permettano il recupero e l’affidamento di spazi ad associazioni e imprese giovanili per offrire luoghi di incontro, aggregazione e lavoro;
  • Finanzino progetti sul territorio gestiti da giovani under 35.

L’Agenzia potrebbe anche gestire percorsi assicurativi per lo studio, attivati dalle famiglie con figli in età scolare o prescolare.

Occupazione e welfare - La mia ambizione è quella di uno sviluppo economico regionale duraturo; pertanto è necessario che Regione Lombardia si impegni a definire linee strategiche, azioni e strumenti capaci di generare nuovo sviluppo e coesione sociale. L’economia della Lombardia ha superato la recessione, ma ha perso terreno rispetto alle aree più avanzate d’Europa perché penalizzata da un crollo della produttività e da ritardi delle imprese in investimenti di tipo innovativo.

La crescita, per essere duratura e inclusiva, occorre rispecchi la sostenibilità in termini economici e l’utilità sociale. Tale scopo, attraverso una combinazione di strumenti e politiche, può condurre a uno sviluppo economico caratterizzato da valori di efficienza, efficacia ed equità.

Occorre che le politiche regionali si fondino sulla capacità:

  • Di generare valore, agendo sullo sviluppo e sulla diffusione delle conoscenze e delle competenze, nonché sulla facoltà di innovazione nella produzione e nei servizi alle imprese, alle persone e alla comunità;
  • Di intraprendere investimenti che migliorino la qualità della vita collettiva e generino nuove occasioni di occupazione;
  • Di avviare un metodo di definizione di politiche pubbliche centrate sulla condivisione delle scelte strategiche e sull’integrazione dei fondi regionali, nazionali ed europei;
  • Di creazione di un sistema di welfare che riduca le disuguaglianze e migliori la coesione sociale.

È necessario pensare alla costruzione di distretti industriali che potenzino la collaborazione tra imprese, istituti superiori e università, al fine di comprendere quali figure siano maggiormente richieste, per attirare le eccellenze nei nostri territori e incentivarle a rimanervi.         

Occorre l’istituzione di un tavolo permanente che riunisca le principali strutture formative con le rappresentanze artigianali e industriali del sistema lombardo, un’iniziativa che favorirebbe una maggiore focalizzazione dell’intervento della Regione sul sistema con lo scopo di:

  • Coordinare domanda/offerta formativa, sia a livelli tecnici che creativi;
  • Favorire l’emersione dei talenti del futuro.

Credo fortemente nella creazione di programmi, attraverso l’Agenzia pubblico-privata dettagliata precedentemente, per persone in cerca di occupazione prese in carico e accreditate nel sistema da enti regionali che avranno il compito di indirizzarle verso un percorso personalizzato finalizzato all’inserimento nel mondo del lavoro, sia autonomo sia subordinato.

Occorre l’istituzione di programmi atti a sostenere le persone in difficoltà con un sistema innovativo di servizi per l’impiego, incentrato sulla cooperazione tra centri pubblici e agenzie private. I finanziamenti per il programma potrebbero essere destinati prioritariamente a queste fasce:

  • Mamme con figli piccoli (fino a 6 anni);
  • Under 29 –Neet;
  • Over 30 - disoccupati da oltre 12 mesi.

Coesione istituzionale e capacità di fare sistema, fondate sulla valorizzazione del territorio e sulla creazione di una rete intelligente di connessioni, possono far in modo che Regione Lombardia divenga un luogo di sperimentazione istituzionale, sociale ed economica.

È necessario che la Regione Lombardia impieghi adeguate risorse finanziarie per coinvolgere nello sforzo di progettazione la comunità degli esperti, dei singoli e di gruppi autonomi di ricercatori delle università lombarde e dei centri di ricerca e progettazione internazionali per promuovere la collaborazione e gli scambi di conoscenze tra i diversi attori locali. In particolare, è necessario partire dall’individuazione dei bisogni nuovi dei cittadini in un’economia dei servizi e della conoscenza e delle opportunità esistenti di sviluppo di nuove produzioni, mirate a soddisfare questi bisogni. In una seconda fase, è necessario definire le strutture pubbliche e pubblico-private che, sulla base delle esperienze estere, possano organizzare una strategia pubblica di sviluppo della regione nonché promuovere progetti di investimento innovativi da parte di imprese private ed istituzioni pubbliche, cercando i relativi fondi finanziari privati e pubblici.

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© 2017 Pietro Bussolati